
(Laterza, Roma-bari 2006)
Il 2 febbraio alle ore 16, nella Sala Pegaso della Provincia
di Grosseto, verrà presentato il libro di Patrizia Guarnieri (docente
di Storia contemporanea all'Università di Firenze) “L'ammazzabambini.
Legge e scienza in un processo di fine Ottocento” (Roma-Bari, Laterza
2006).
Saranno presenti, oltre all’autrice, Adriano
Prosperi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Fabio
Dei (Università degli Studi di Pisa).
Il volume ricostruisce la storia del primo serial killer
italiano, Carlo Grandi, di Incisa Valdarno, 24 anni, carradore, reo confesso
di essere l’assassino di 4 bambini (i cui resti verranno ritrovati nella
sua bottega) dopo essere stato preso in flagranza di reato nel 1875 mentre
tentava di ucciderne un quinto.
Patrizia Guarnieri analizza l'istruttoria dei magistrati, le strategie peritali
dei medici interpellati dal tribunale, il dibattimento a Firenze davanti alla
corte, alla giuria popolare ed ad un folto ed incuriosito pubblico, il ruolo
influente della stampa. La cronaca dei delitti e dei processi è ricostruita
mettendo a confronto linguaggi e voci diverse: gli esperti, i testimoni del
paese, le madri delle vittime, i magistrati, un giornalista illustre, l'imputato.
Il caso di Carlo Grandi è del tutto particolare perchè, nell'aspetto
fisico appariva come la summa di quei segni caratteristici che, secondo le
teorie proclamate da Lombroso nel 1876, rivelerebbero la natura dell'individuo
deviante.
La vicenda suscitò interrogativi nuovi per l'epoca ed inquietanti ancora
oggi: davanti a certi crimini, infatti, non basta più accertare chi
è stato. Si vuole saperne perchè l'ha fatto, chi è veramente
l'assassino - un mostro criminale e lucido o un pazzo pericoloso? -. E soprattutto:
chi è in grado di giudicarlo? La legge o la scienza? Quale sorte deve
essergli destinata?