
“La nostra storia e la storia degli altri. Viaggio intorno al Confine Orientale” è il titolo di una mostra e di un documentario prodotti dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea (ISGREC).
La mostra di carattere didattico, relativa alle vicende oggetto
della legge istitutiva della Giornata del ricordo, che documenta i luoghi
della memoria del Confine orientale, con testi di storiografia, memorialistica
e letteratura, immagini d’epoca e fotografie, scattate durante il viaggio
di 14 insegnanti di scuole superiori della Toscana, realizzato nel marzo 2009,
dagli Istituti storici della Resistenza di Grosseto e di Firenze.
Il dibattito sul valore dei luoghi della memoria, sulla presenza di segni
materiali di alcuni tra gli eventi che hanno segnato la nostra storia, sul
significato dell’oblio che ne ha coperti altri coinvolge gli storici,
ma non è estraneo alle ragioni dell’uso pubblico della storia,
alla costruzione di una narrazione pubblica della storia nazionale. Il viaggio
di studio compiuto dai 14 insegnanti ha aggiunto allo studio un’esperienza
utile a riflettere sul nesso storia-memoria e sul rapporto passato-presente,
attraverso la verifica di quanta e quale memoria è stata fissata nel
tempo nelle zone del Confine Orientale. Accanto a luoghi di alto valore simbolico
riconosciuto – la Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza –
un esempio di negazione della memoria, come il campo di concentramento di
Gonars.
Nel documentario, realizzato dall’ISGREC e dall’Associazione NONE, sono riportate anche immagini e voci di storici e testimoni: le lezioni, a Trieste, di Bruno Visintin e di Marco Coslovich; a Lubiana, l’incontro con due storiche, Marta Verginella, italiana, ma docente del Dipartimento di storia di quella Università, Nevenhka Troha, studiosa slovena dell’Istituto di studi di Storici. Nella visita ad Albona e al sito in cui sorgeva il campo profughi di Padriciano, ora musealizzato, i testimoni hanno consegnato forme diverse di elaborazione di un vissuto di perdite e sofferenza. Si è scelto il linguaggio filmico per trarre da quest’esperienza uno strumento didattico, ritenendo che ne possa ben sintetizzare e trasmettere i significati essenziali, ma che sia anche un mezzo appropriato ad alimentare ulteriori domande. Nel titolo, La nostra storia e la storia degli altri, c’ è il suggerimento di cercare, oltre la visione unilaterale della “storia nazionale”, il punto di vista dell’altro.
Il viaggio e tutte le attività realizzate a partire
dal 2005 dai due Istituti storici sono state sostenute dalla Regione Toscana,
(ex l.r. 38 ottobre 2002) e patrocinate dalla Direzione dell’Ufficio
scolastico regionale della Toscana. Le stesse attività, consistenti
in: pubblicazione di strumenti didattici, corsi di formazione, seminari di
studio, realizzati anche in collaborazione con Università della Toscana,
rientrano tra le iniziative che la rete nazionale dei 65 Istituti storici
della Resistenza offrono alle istituzioni scolastiche, in attuazione della
Convenzione INSMLI (Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione
in Italia, cui li Istituti toscani sono associati) e MIUR, rinnovata nel 2009
e finalizzata a sostenere l’educazione alla cittadinanza nella scuola.