

Il dittatore (G.Rodari)
Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo,
«Dopo di me - gridava-
verrà la fine del mondo!»
Le parole protestarono:
«Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
e non è che un Punto-e-a-capo».
Tutto solo a mezza pagina
Lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso
«C’era una volta… il ragionier Bianchi, di Varese». Comincia così uno dei più celebri libri di Gianni Rodari, quelle “Favole al Telefono” che ogni sera il ragioniere raccontava a sua figlia e che tanto hanno appassionato i bambini di tutto il mondo. Gianni Rodari è uno dei più importanti scrittori del Novecento, autore raffinato e ironico, che ha cambiato la letteratura per l’infanzia e l’approccio con i piccoli lettori. La sua ricca produzione è fortemente legata agli illustratori, che nell’arco degli anni hanno interpretato la sua fantasia, dando vita ai suoi personaggi.
Per approfondire e svelare il legame tra scrittore e illustratore, la mostra “e non è che un Punto-e-a-capo”, curata da METAMUSA arte ed eventi culturali, presenta una selezione mirata e fedele di riproduzioni degli originali. Grazie alla collaborazione di una Commissione Scientifica, sono stati selezionati i bozzetti più importanti esposti in quattro differenti sezioni, caratterizzate, anche nell’allestimento, da quattro differenti colori.
Nella prima sono stati approfonditi gli anni del “Pioniere”, quando Rodari collabora con Raul Verdini, che dà vita con il suo particolare segno a personaggi come Cipollino o Pinocchio. Sono gli anni del dopoguerra e della permanenza di Rodari a Roma.
La seconda sezione è stata dedicata agli anni Sessanta, segnati dalla felicissima collaborazione con Bruno Munari, che ha saputo reinterpretare con ironia e leggerezza i personaggi dello scrittore e amico. Munari riesce a dare un’impronta nuova ai libri per l’infanzia, e alla rappresentazione più semplicemente figurativa affiancata al testo, sperimenta la contaminazione con la parte narrativa e l’utilizzo di tecniche nuove come il collage.
Gli anni Settanta e Ottanta corrispondono alla collaborazione di Rodari con il genovese Lele Luzzati, con il quale lavora anche per il teatro. Il loro connubio viene purtroppo interrotto dalla prematura scomparsa dello scrittore, ma Luzzati riesce a proseguire il lavoro rimanendo fedele alla filosofia e alla natura dei suoi racconti.
La storia recente vede come protagonista dell’illustrazione dei libri di Rodari Francesco Altan, che riesce a dare un’impronta nuova a fiabe, racconti e filastrocche. I colori primari, prendono il posto dei collage e dei segni grafici di Munari e Luzzati, e offrono una lettura, ancora una volta, diversa.
La mostra, organizzata dall'ISGREC e dal Centro Documentazione Donna della Provincia di Grosseto nell’ambito della manifestazione “Piazzalibri. II festival del libro e della letteratura per bambini e ragazzi”, rientra nel progetto di valorizzazione della biblioteca, della lettura e della cultura del libro, al quale l'ISGREC quest'anno ha voluto dedicare una particolare attenzione.
"...e non è che un Punto-e-a-capo" celebra Gianni Rodari a trenta anni dalla morte, novanta dalla nascita e quaranta dal prestigioso premio Andersen, proponendo sia una lettura della storia dell’illustrazione italiana per l’infanzia, sia un confronto incrociato tra personaggi e storie interpretate da personalità tanto differenti.