
(ISGREC, Grosseto 2008)
Il 16 aprile 2009, alle ore 16, presso la Biblioteca dell'ISGREC, sarà presentato il libro di Matteo Baragli "Professione fotografi. L'archivio del fratelli Gori" (ISGREC, Grosseto 2008). Interverranno l'autore e Adolfo Mignemi dell'Accademia Albertina delle belle Arti di Torino.
L’iniziativa è stata organizzata dall’ISGREC (editore del volume), in collaborazione con il Comune e la Provincia di Grosseto, e fa parte del ciclo di presentazioni “Lèggere”.
Quel che si è scelto di rendere pubblico con questo piccolo libro e
la digitalizzazione di poche immagini non è che un piccolo assaggio
di quel che potrà emergere da una piena valorizzazione dell’Archivio
Gori, fotografi a Grosseto per più di mezzo secolo. E tuttavia, anche
il primo ingresso tra negativi e positivi, carte e oggetti, che è all’origine
di questo lavoro, è bastato a comprendere la ricchezza da un lato,
dall’altro la singolarità di questo fondo archivistico. E a rafforzare
il convincimento da cui si è partiti: quel che ha prodotto e ci resta
della lunga attività dello studio fotografico è uno dei beni
culturali contemporanei di questa città e del territorio. Il fine è
dimostrarlo, andando oltre l’uso che nel tempo è stato fatto
di immagini, attraverso qualche pubblicazione e la digitalizzazione di quasi
2500 foto, realizzata oltre dieci anni or sono grazie alla collaborazione
tra la famiglia Gori e il Comune di Grosseto, visibili in rete nel sito web
della Biblioteca Chelliana – un campione minimo rispetto al numero di
scatti conservati. Il passo successivo, rispetto a queste prime, parziali
forme di emersione, richiede che si cominci a trattare l’archivio Gori
come un giacimento che ha bisogno, per essere compreso, di essere analizzato
nella sua interezza.
La complessità che rivela richiederà sguardi diversi, l’occhio
dell’esperto di fotografi a e quello dello storico, per contestualizzare
e inscrivere sia nella storia della fotografia che in quella della società,
e con un esito che non rimarrà solo quale contributo alla cultura locale.
Quel che scrive Matteo Baragli già ne restituisce la singolarità,
mentre ne mostra il valore paradigmatico. Anche da un primo sguardo Baragli
riesce a leggere, nel vissuto di questi artigiani e nella realtà che
raccontano per immagini, una concezione del lavoro artigianale che è
un segmento della storia della società italiana, accanto ai segni di
tempi e forme di quella che è stata la modernizzazione nella provincia
italiana del secondo Novecento.