
(Prospettiva Editrice, Civitavecchia 2008)
Il 1 aprile 2009, alle ore 16, presso la Sala Consiliare
del Comune di Grosseto sarà presentato il libro di Giacomo Pacini (ricercatore
ISGREC): “Le organizzazioni paramilitari segrete nell’Italia Repubblicana”
(Prospettiva Editrice, Civitavecchia 2008). Interverranno il prof. Luca Baldissara
(Università di Pisa) e il prof. Philip Cooke (Università di
Glasgow). Sarà presente l’autore e, per un saluto, la Vicesindaco
e Ass. alla cultura del Comune di Grosseto, Lucia Matergi.
L’iniziativa è stata organizzata dall’ISGREC, in collaborazione
con il Comune e la Provincia di Grosseto, e fa parte del ciclo di presentazioni
“Lèggere” (info: www.isgrec.it tel/fax 0564 415219).
Il libro ricostruisce la storia della struttura segreta paramilitare denominata
Gladio. Quando, nell’ottobre 1990, Giulio Andreotti rivelò l’esistenza
per quasi 40 anni dell’organizzazione Gladio (ufficialmente nata per
reagire contro un’invasione straniera), si scatenò un autentico
terremoto politico. I sospetti che per anni erano circolati intorno all’esistenza
di un servizio segreto clandestino sembravano aver trovato un riscontro ufficiale
e Gladio, per gran parte della pubblicistica, divenne ben presto la soluzione
per capire ogni mistero della storia d’Italia. Dalle stragi, ai tentati
colpi di stato, agli omicidi politici; improvvisamente tutto sembrò
poter essere spiegato con l’esistenza di questa struttura, in cui si
ritenne di individuare una vera e propria centrale operativa del terrorismo
neofascista. Oltre 10 anni di indagini giudiziarie, tuttavia, hanno portato
a conclusioni profondamente diverse, tanto che, in epoca recente, molte delle
iniziali accuse mosse contro Gladio sono state sottoposte a una radicale critica.
Questo libro cerca oggi di fare un passo ulteriore: sulla base di una ampia
ed inedita base documentaria, Giacomo Pacini ha fatto per la prima volta luce
sulle origini profonde del composito e misterioso universo delle organizzazioni
paramilitari anticomuniste, molte delle quali sorte nel territorio italiano
fin da prima della creazione della stessa Gladio. La ricerca svela una storia
ancora in gran parte ignota e conduce ad un inquietante interrogativo finale;
Gladio, in quel 1990, è stata forse un comodo “parafulmine”
sul quale scaricare le responsabilità di altre strutture, ancora più
occulte ed indicibili, e che davvero ebbero un ruolo nella tragica stagione
della “strategia della tensione”?