

Per il sesto anno, in ottemperanza alla legge che istituì
nel nostro paese la Giornata della memoria –
il 27 gennaio – nella nostra provincia sono state predisposte dalla
Provincia di Grosseto e dall’ISGREC iniziative rivolte soprattutto alle
scuole. A differenza degli anni passati, non una giornata di convegno, ma
una settimana di offerta di occasioni di riflessione sulla tragica esperienza
di persecuzione, deportazione, sterminio degli ebrei, in Italia, come nell’Europa
subordinata all’ “ordine nazifascista”. Non semplicemente
nel rispetto di una legge o di quella che ormai è diventata consuetudine,
ma come riconoscimento di un bisogno culturale. E’ ormai lunga più
di sessant’anni la distanza che ci separa dagli eventi della fase finale
della seconda guerra mondiale, che vide in Italia il passaggio dalla “persecuzione
dei diritti” alla “persecuzione delle vite”. Un tempo che
ci ha sottratti moltissimi testimoni, ma che ha visto crescere la scrittura
di memorie, la ricostruzione di molte vicende locali, la elaborazione di categorie
storiografiche generali consolidate, che hanno fatto giustizia della sottovalutazione
delle responsabilità italiane verso le vittime.
Nel panorama della produzione culturale di cui disponiamo su questo tema,
un particolare valore assume la filmografia sulla Shoah.
Intanto per un carattere del linguaggio visivo: immediatezza ed efficacia
comunicativa rispetto ai destinatari più giovani; ma anche per la ricchezza
e varietà di approcci, che hanno visto l’impegno di molti grandi
del cinema: documentari, film di fiction, montaggi di interviste, che disegnano
una “storia della memoria”, così come si è evoluta
nel corso dei decenni.
Per questo si è scelto quest’anno di tematizzare il passaggio
“Dall’oblio alla memoria diffusa” – come recita il
titolo di un ciclo di proiezioni – attraverso tre momenti della filmografia
della Shoah.