
Il 22 maggio, presso la Sala Pegaso della Provincia, alle
ore 16:30, è prevista l'iniziativa "Per una storia della psichiatria
grossetana. Tra memoria e archivi", con la partecipazione di Vinzia
Fiorino (Università degli Studi di Pisa), Francesca
Vannozzi (Università degli Studi di Siena), Alessandro
Marucelli (Soprintendenza archivistica per la Toscana), Maddalena
Corti (Archivio di Stato di Grosseto), Giuseppe Corlito
(Dipartimento di salute mentale AUSL 9 Grosseto)
Negli ultimi venti anni le pubblicazioni di storia della
psichiatria sono più che raddoppiate. Oltre agli psichiatri, da sempre
attenti al loro passato, anche gli storici di professione hanno iniziato ad
interessarsi a questi temi.
All’aumento numerico delle pubblicazioni è seguito anche un mutamento
delle prospettive. Se alla fine degli anni Settanta si è prodotta una
storia legata alle istanze del movimento anti-istituzionale, negli ultimi
anni si è avvertita la necessità di rendere la necessaria complessità
alle vicende della psichiatria italiana. Si è così tornati alle
fonti, concentrando l’attenzione su tutti quegli aspetti che il manicomio
per molti anni ha nascosto.
Fino ad oggi gli studi si sono rivolti soprattutto alla psichiatria del tardo
Settecento e dell’Ottocento. Questo dipende in gran parte dalla possibilità
di attingere agli archivi dei manicomi, che forniscono la possibilità
di lavorare su fonti organiche e sistematiche. La psichiatria del XX secolo
è ancora in gran parte da indagare. E soprattutto sono ancora da indagare
le esperienze della psichiatria anti-istituzionale. La memoria ha sostituito
la storia nella diffusione della conoscenza di questa esperienza. Ciò
anche perché la perdita di centralità dell’istituzione
manicomiale ha prodotto una dispersione delle carte. Per questo ci sembra
necessario riflettere sulle questioni connesse alla storia della psichiatria.
Con un’attenzione particolare alle varie memorie e al loro modo di rappresentarle.