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Luglio 2006

Percorsi di ricerca attraverso le fonti archivistiche sul periodo 1943-45 a Grosseto

 

E’ arrivato a conclusione un progetto triennale iniziato nel 2002, che l’ISGREC ha potuto realizzare grazie ad un finanziamento della Fondazione del Monte dei Paschi: Percorsi di ricerca attraverso le fonti archivistiche sul periodo 1943-45 a Grosseto. Ne è stato presupposto fondamentale la consapevolezza di un vuoto culturale del nostro territorio: non è stata ancora realizzata una ricerca scientifica di tipo storico del fascismo e della sua fine in Maremma, tale da consentire di possederne una visione ed un’interpretazione soddisfacente,.
Esistono solo analisi sulle origini – soprattutto il volume di Hubert Corsi – e studi specifici su singoli aspetti, come la bonifica integrale, il sindacalismo degli anni Venti o l’architettura. Ci siamo scontrati con questo vuoto anche nel corso di una ricerca, che abbiamo condotto e non ancora concluso, sui ceti dirigenti nella Grosseto repubblicana. Siamo partiti da qui per arrivare alla conclusione che fosse necessario impostare un percorso lungo, ma solido, di avvio verso una ricerca d’insieme. Nell’itinerario delineato il fuoco della prima ricerca, che partiva dal fascismo repubblicano e dall’antifascismo resistenziale del 1943-45, è stato prima archivistico che storico, essendo la disponibilità di un ricco patrimonio di fonti archivistiche la condizione di base per dare solidità a qualunque ricerca storica. La scelta di un avvio dagli anni 1943-45 deriva da due fattori: la disponibilità di un ricco materiale archivistico di rimarcabile interesse scientifico ed il vantaggio di uno studio – da noi già realizzato e tradottosi in una mostra – sulle stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto.
Gli esiti del lavoro triennale, affidato a Leonardo Mineo e a Stefania Ulivieri, hanno consentito il completamento della mappatura delle fonti provenienti da archivi cartacei grossetani e di altri comuni della provincia, una riflessione complessiva sulla totalità delle fonti esaminate, con una risorsa di grande valore tra le mani: una grande quantità di materiale archivistico riprodotto e disponibile per usi scientifici e divulgativi.
La prima idea, in concomitanza con la prossima pubblicazione dell’inventario del fondo del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale, a cura di Leonardo Mineo , è quella di predisporre un ulteriore passo: un percorso espositivo, una mostra documentaria fruibile da parte del grande pubblico, dunque anche dalla scuola. Ma su questa prospettiva potremo continuare a riflettere, tenendo fermo per ora un obiettivo: coniugare il rigore della ricerca scientifica, che ha prodotto un risultato tangibile, con la fruibilità delle conoscenze che ne sono derivate.
Un ultimo punto merita attenzione, e vorremmo tornare presto ad affrontarlo più ampiamente. E’ un’esperienza ormai abituale per noi, confermata anche da pubblicazioni scientifiche o divulgative di carattere regionale recenti, la verifica di un o sguardo distratto verso la Maremma da parte degli studiosi di storia contemporanea. Responsabilità nostra, di una produzione editoriale insufficiente, ma anche segno di un’abitudine toscana che si fatica ad interrompere, se anche le pubblicazioni sul nostro territorio con editori nazionali sono poco o per nulla citate. Dunque, secondo ma non meno importante obiettivo: accreditare l’immagine dei un territorio attento alla propria storia e memoria, e in grado di produrre conoscenze locali non “localistiche”.

 


 

 


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