
E’ arrivato a conclusione un progetto triennale iniziato
nel 2002, che l’ISGREC ha potuto realizzare grazie ad un finanziamento
della Fondazione del Monte dei Paschi: Percorsi di ricerca attraverso le fonti
archivistiche sul periodo 1943-45 a Grosseto. Ne è stato presupposto
fondamentale la consapevolezza di un vuoto culturale del nostro territorio:
non è stata ancora realizzata una ricerca scientifica di tipo storico
del fascismo e della sua fine in Maremma, tale da consentire di possederne
una visione ed un’interpretazione soddisfacente,.
Esistono solo analisi sulle origini – soprattutto il volume di Hubert
Corsi – e studi specifici su singoli aspetti, come la bonifica integrale,
il sindacalismo degli anni Venti o l’architettura. Ci siamo scontrati
con questo vuoto anche nel corso di una ricerca, che abbiamo condotto e non
ancora concluso, sui ceti dirigenti nella Grosseto repubblicana. Siamo partiti
da qui per arrivare alla conclusione che fosse necessario impostare un percorso
lungo, ma solido, di avvio verso una ricerca d’insieme. Nell’itinerario
delineato il fuoco della prima ricerca, che partiva dal fascismo repubblicano
e dall’antifascismo resistenziale del 1943-45, è stato prima
archivistico che storico, essendo la disponibilità di un ricco patrimonio
di fonti archivistiche la condizione di base per dare solidità a qualunque
ricerca storica. La scelta di un avvio dagli anni 1943-45 deriva da due fattori:
la disponibilità di un ricco materiale archivistico di rimarcabile
interesse scientifico ed il vantaggio di uno studio – da noi già
realizzato e tradottosi in una mostra – sulle stragi nazifasciste nella
provincia di Grosseto.
Gli esiti del lavoro triennale, affidato a Leonardo Mineo e a Stefania Ulivieri,
hanno consentito il completamento della mappatura delle fonti provenienti
da archivi cartacei grossetani e di altri comuni della provincia, una riflessione
complessiva sulla totalità delle fonti esaminate, con una risorsa di
grande valore tra le mani: una grande quantità di materiale archivistico
riprodotto e disponibile per usi scientifici e divulgativi.
La prima idea, in concomitanza con la prossima pubblicazione dell’inventario
del fondo del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale, a cura di Leonardo
Mineo , è quella di predisporre un ulteriore passo: un percorso espositivo,
una mostra documentaria fruibile da parte del grande pubblico, dunque anche
dalla scuola. Ma su questa prospettiva potremo continuare a riflettere, tenendo
fermo per ora un obiettivo: coniugare il rigore della ricerca scientifica,
che ha prodotto un risultato tangibile, con la fruibilità delle conoscenze
che ne sono derivate.
Un ultimo punto merita attenzione, e vorremmo tornare presto ad affrontarlo
più ampiamente. E’ un’esperienza ormai abituale per noi,
confermata anche da pubblicazioni scientifiche o divulgative di carattere
regionale recenti, la verifica di un o sguardo distratto verso la Maremma
da parte degli studiosi di storia contemporanea. Responsabilità nostra,
di una produzione editoriale insufficiente, ma anche segno di un’abitudine
toscana che si fatica ad interrompere, se anche le pubblicazioni sul nostro
territorio con editori nazionali sono poco o per nulla citate. Dunque, secondo
ma non meno importante obiettivo: accreditare l’immagine dei un territorio
attento alla propria storia e memoria, e in grado di produrre conoscenze locali
non “localistiche”.