
Progetto MPS ISGREC:
FASCISMO: UNA PAGINA DI STORIA GROSSETANA DA SCRIVERE
Dalle fonti alla conoscenza e alla comunicazione
Progetto MPS INSMLI: Un luogo virtuale per reti di memoria
Volontari antifascisti toscani. Un nuovo progetto
Progetto DSM/ISGREC: "Storicamente. La storia e l'attualità
dell'integrazione del disagio psichico"
Archivio storico del Comune di Cinigiano (sezione postunitaria)
- Progetto di riordinamento
A Cinigiano, testimoni di guerra ricordano
***
Presupposti della ricerca pluriennale e stato di avanzamento
della seconda fase
Per indicare i presupposti del progetto che intendiamo realizzare nel 2010,
ci riferiamo alla premessa al progetto del 2009, attualmente in corso, che
denunciava il “vuoto di conoscenza sul fascismo grossetano” e
la realizzazione di progetti degli anni passati, che ci consegna oggi “un
corpo di studi e di materiali di grande valore conoscitivo, ma ancora non
emersi compiutamente”, aggiungendo la descrizione dello stato di avanzamento
dei lavori e le ragioni della prosecuzione, nella forma che sarà descritta.
Lo stato attuale della ricerca ha prodotto l’emersione di fonti di estremo
interesse e consente di prevedere, a completamento della prima fase, una ricchezza
molto superiore a quello che si attendeva di strumenti per la conoscenza.
Questo è in parte dovuto alle competenze dei ricercatori impegnati
nel lavoro, in parte alla coincidenza con ulteriori piste di ricerca che si
sono aperte nel frattempo. Infatti, esplorando in prima battuta gli archivi
per completare la ricognizione sulla storia del fascismo repubblicano, sono
emerse carte italiane (Archivi Centrali dello Stato e Archivi dello Stato
Maggiore dell’esercito italiano, carte nuove desecretate e recuperate
dopo la scoperta di luoghi di conservazione occultati) che illuminano ulteriormente
le condizioni che accompagnarono tra 1943 e 1944 le stragi nazifasciste. Da
qui si è aperto uno spazio di ricerca inesplorato, quello degli archivi
americani ed inglesi. Circa 300 documenti inediti provenienti da Washington
e da Londra hanno permesso di conoscere carteggi e ricognizioni dei servizi
segreti alleati nel corso della guerra, aggiungere elementi importanti per
comprendere strategie militari, intrecci tra politica interna ed estera negli
ultimi ani del regime, caratteri della ricerca e delle dimensioni del consenso
al regime fascista. Terzo contributo, in questo caso derivato da una ricerca
diversa, finanziata all’ISGREC dal governo spagnolo : la ricostruzione
dell’antifascismo toscano degli anni Trenta, e in particolare grossetano,
così come emerge dalla partecipazione dei volontari alla guerra civile
spagnola. Il lavoro attuale consiste nell’assemblaggio e nella interpretazione
di questi documenti.
Si è dunque protratto il tempo che si è dedicato e si dedicherà
alla ricognizione sulle fonti. Da qui la scelta di proseguire nella estensione
dei confini della ricerca ed il rinvio dell’allestimento di una mostra
documentaria, prevista per il 2009, al 2010, che era comunque stato individuato
come il terzo e conclusivo anno della ricerca che tematizzava il fascismo
grossetano .
Il progetto
Si indica così il programma che si intende realizzare
nel corso del 2009:
1. Completamento della ricognizione sulle fonti, con l’inserimento di
analisi di documentazione proveniente da archivi non italiani, in particolare
tedeschi, finora non presi in esame, utilizzando ricerche già realizzate
o in corso (ricordiamo il lavoro svolto in Germania da Carlo Gentile e la
documentazione in parte pubblicata a cura di Marco Palla relativa alle Militarkommandanturen
2. Elaborazione con finalità di costruzione di un modello di interpretazione
complessivo del fascismo grossetano, con particolare riguardo ai caratteri
del fascismo grossetano nel periodo del consolidamento del regime, oltre la
fase del movimento e delle origini, per creare le condizioni di comprensione
del filo che connette fascismo come regime-fascismo repubblicano e RSI.
3. La ricerca per il 2009 si potrà avvalere anche del contributo derivante
da uno studio realizzato tra 2006 e 2008 dall’ISGREC sull’età
repubblicana (1945-1990). E’ stato concluso un primo lavoro sulle fonti
e disponiamo di un quadro che illumina formazione di gruppi dirigenti postfascisti
e sviluppo economico-sociale del territorio della provincia grossetana . E’
un terminus ad quem di straordinaria utilità, in vista di una verifica
sul locale della congruenza della categoria di continuità applicata,
certo in parte, ma in parte non marginale, alle istituzioni nel passaggio
tra fascismo e postfascismo.
1. Le motivazioni
Rimane come motivazione la già dichiarata “insostenibilità
del vuoto di conoscenza”. A spiegare i caratteri specifici del progetto,
nel suo previsto svolgimento, la necessità di non far cadere, per aver
fretta di concludere e far conoscere all’esterno gli esiti del lavoro,
le opportunità offerte da nuove piste di ricerca apertesi nel frattempo,
come si è spiegato in premessa.
2. Le criticità
Il gruppo di giovani, che attualmente è impegnato nelle attività
di ricerca dell’ISGREC, si è allargato, ma esiste un grave rischio
di turn over, per la impossibilità di offrire soluzione non precaria
alle prospettive di lavoro. Dunque si pone attenzione prioritariamente alla
ricerca di risorse finanziarie per impedire l’interruzione delle ricerche
avviate. Ulteriore criticità, la mancanza di una particolare sensibilità
diffusa nel territorio per la ricerca contemporaneistica, con l’eccezione
di alcuni enti locali (Provincia e Comune di Grosseto)
3. Trasferimento alla comunità scientifica
Nel corso dell’anno 2009 sarà presentato pubblicamente il punto
di arrivo (esito parziale) della ricerca. Una via di emersione del lavoro
in corso è anche la costante informazione che l’ISGREC offre,
attraverso l’introduzione di una newsletter mensile. La presenza nel
progetto come responsabile di Valeria Galimi (docente dell’Ateneo senese,
con incarico didattico all’Università di Roma La Sapienza, collaboratrice
della rivista di studi storici “Passato e presente) consentirà
una comunicazione più ampia e soprattutto, quella circolazione tra
ricerche di storia locale e storiografia generale che è la conditio
sine qua non perché la ricerca di storia locale abbia dignità
scientifica e non sia puro localismo.
4. Metodologia
Le azioni previste possono esemplificare la metodologia che si intende utilizzare:
• Bilancio del primo anno di ricerca e condivisione degli esiti da parte
del gruppo di ricerca allargato
• Programmazione delle azioni della ricerca intera da parte della coordinatrice,
con 3 tappe quadrimestrali
• Impostazione metodologica e divisione di compiti tra i due ricercatori
e definizione dei tempi di momenti seminariali
E’ implicito che a guidare la ricerca sia il rigore richiesto al lavoro
dello storico, in termini di rispetto dei criteri e dei canoni che la storiografia
del Novecento ha ormai acquisito (lavoro a tutto campo con ogni tipo di fonte,
incrocio di fonti, critica della fonte…).
5. Risultati attesi
- Un ampio testo scritto, che dia conto della complessità delle nuove
piste di ricerca apertesi, (cfr. il punto “Presupposti…”
della seconda fase della ricerca) e del percorso interpretativo conseguente
- Il materiale pronto per l’allestimento della mostra, il cui costo
(progetto grafico, pannelli, stampa) non viene imputato a questo progetto
- Utilizzo didattico progressivo del materiale documentario per proseguire
l’offerta alla e scuole del territorio non solo provinciale di interventi
formativi a insegnanti e studenti. Precisiamo che nel corso dl 2008 si sono
realizzati, grazie al materiale derivato dalla ricerca sul fascismo grossetano
(fase 1), laboratori con studenti e insegnanti sia in scuole della provincia
di Grosseto, che con scuole di province limitrofe (Livorno e Pisa)
- La realizzazione di forme di comunicazione non solo rivolte alla comunità
scientifica, perché non sia solo una ricerca diretta ad addetti ai
lavori, ma una ricerca partecipata, divulgata, funzionale a diffondere sapere
storico, attraverso sapere storico educazione civile. Nella società
attuale, questo è un corollario indispensabile, come insegnano le strategie
di scrittura e comunicazione proprie di certa storiografia anglosassone
6. Criteri di verifica
A verificare la correttezza e il rigore scientifico della ricerca riteniamo
saranno chiamati i membri del Comitato scientifico dell’ISGREC (un docente
dell’Università degli Studi di Pisa, Luca Baldissara, due docenti
nell’Università degli Studi di Siena – Simone Neri Serneri
e Leonardo Mineo, uno alla Sapienza di Roma – Giovanni Contini, uno
– Stefano Vitali – archivista presso l’Archivio di Stato
di Firenze, ma con incarichi di docenza universitari in Italia (Torino) e
impegnato spesso in altri paesi - l’ultimo semestrale in Canada).
Indicatori di efficacia potranno essere i riscontri che le forme di comunicazione
via via create riceveranno dall’esterno (dalla comunità scientifica
e dal pubblico, tenendo conto dell’obiettivo di diffusione-divulgazione
citato sopra.
Scheda sintetica del progetto presentato alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena
1. Analisi del bisogno. La rete nazionale di archivi
della memoria, intesa come la somma di luoghi fisici e virtuali dove sono
raccolte e fruibili risorse, utili a ricostruire il cammino che ha condotto
alla nascita della Repubblica e ne ha segnato le tappe fondamentali, assolve
ad una funzione culturale e civile. In Toscana esistono sedi deputate alla
creazione/diffusione di una cultura della memoria (esempi: Fondazione Museo
della deportazione di Figline di Prato, Archivio diaristico di Pieve Santo
Stefano, Museo Archivio della memoria di Bagnone, luoghi di memoria e giacimenti
archivistici degli istituti storici della Resistenza…). Tra i soggetti
cui si deve questo patrimonio, anche Regione Toscana ed Atenei. Ma manca una
rete di collegamento che valorizzi questo tipo di beni culturali. Ed esistono,
accanto a realtà avanzate, luoghi e giacimenti che non hanno livelli
tecnologici adeguati ad una buona fruibilità (archivi non digitalizzati,
assenza di siti web…). L’esperienza del Portale INSMLI(www.italia-liberazione.it),
che ha reso visibili le risorse della rete nazionale dei 65 istituti storici
della Resistenza (archivi digitalizzati degli istituti sono visibili anche
nel Portale UNESCO) ed ha un’alta affluenza di visitatori non solo italiani,
testimonia la bontà di strategie culturali al passo con i tempi.
2. Obiettivi generali. Promuovere e consolidare la cultura della
memoria, moltiplicare la capacità comunicativa e di trasmissione alle
nuove generazioni di contenuti indispensabili all’educazione alla cittadinanza.
3. Obiettivi specifici. Leggere, descrivere e interpretare natura
essenziale e valore di giacimenti e luoghi di memoria toscani esistenti attraverso
una rete virtuale che li colleghi; renderli fruibili non solo singolarmente;
raggiungere anche i territori che ne sono privi; sollecitare l’espansione
di luoghi e giacimenti analoghi. Assecondare la crescita di una cultura tecnologicamente
aggiornata della gestione e della comunicazione, che si traduca in forme di
conservazione, valorizzazione, gestione dei beni culturali di questo tipo
secondo standard tecnologici adeguati.
4. Beneficiari diretti e indiretti. Ne trarranno beneficio tutti
i potenziali fruitori e gli stessi soggetti che hanno creato e gestiscono
istituzioni come quelle indicate a titolo di esemplificazione. Tra i fruitori:
istituzioni scolastiche e Università (tesi di laurea, stages per studenti…);
i territori più poveri di queste risorse; soggetti pubblici cui compete
la valorizzazione di beni culturali e l’applicazione di leggi che hanno
esteso il calendario nazionale della memoria; la stessa comunità scientifica
5. Risultati attesi. Creazione di un sito web, da dotare progressivamente
di chiavi di accesso tematiche alla rete stessa (esempi: stragi nazifasciste,
deportazione, nascita della Repubblica e della Costituzione, emigrazione),
per la fruizione delle risorse. Sensibilizzazione e incoraggiamento di azioni
di recupero, valorizzazione, gestione aggiornata di giacimenti culturali di
memoria in tutto il territorio regionale. Creazione di un modello esportabile
in altre regioni. Trattandosi di progetto di durata annuale, la realizzazione
è da intendersi come primo passo di un percorso di più lungo
periodo.
6. Azioni e strumenti. Ricognizione sull’esistente, scelta
di luoghi e giacimenti (i “nodi” della rete), individuazione di
un modello descrittivo/interpretativo che ne faccia emergere le specificità,
programmazione di modalità tecnico-scientifiche di valorizzazione di
patrimoni ancora “nascosti” o scarsamente fruibili, costruzione
di un motore di ricerca ed elaborazione di un database relazionale, creazione
di un sito e progressivo inserimento di dati, secondo priorità definite
7. controllo e valutazione in itinere ed ex post. Il controllo e
la valutazione sono affidati a tre soggetti: il Comitato scientifico dell’INSMLI,
per la qualità scientifica del lavoro, la Regione Toscana, in qualità
di primario soggetto pubblico protagonista e fruitore, lo staff tecnico che
ha costruito e gestisce il portale INSMLI.
8. criteri e strumenti di monitoraggio. L’esecuzione del progetto
prevede fasi di lavoro differenziate. Ciascuna sarà monitorata con
strumenti tecnico-scientifici adeguati. Si prevede un bilancio trimestrale,
attraverso quattro sessioni di lavoro a Milano e quattro a Firenze.
L’ISGREC ha presentato nel gennaio 2008 un nuovo progetto
al Ministerio de la Presidencia di Spagna, cogliendo per la seconda volta
la straordinaria opportunità offerta dall’attenzione del governo
spagnolo per la memoria della guerra civile (1936-39) - evento cruciale del
Novecento europeo -, che destina ogni anno finanziamenti a progetti presentati
anche da soggetti non spagnoli. Uno studio su I volontari antifascisti toscani
dopo la guerra civile spagnola: campi di concentramento in Francia, esilio,
prolungamento della lotta contro il fascismo e il franchismo potrà
espandere conoscenze e riflessioni, prodotte tra 2007 e 2008 e già
pubblicate (www.isgrec.it/sito_spagna/index.htm), sulla base del progetto
approvato e finanziato attraverso il bando 2006.
Se definitivamente approvato, il nuovo progetto prenderà il via nel
settembre 2009, con la costituzione del gruppo di lavoro, in parte lo stesso
che ha partecipato alla ricerca precedente. Il nuovo filone di studio riguarda
le vicende successive alla fine della guerra civile: l’internamento
nei campi francesi, la prosecuzione della lotta contro il franchismo e la
partecipazione alla Resistenza europea sono i temi su cui itendiamo riportare
lo sguardo. Si tratta di temi finora troppo spesso schiacciati dall’attenzione
per gli eventi bellici.
Rinnovando l’esperienza di uno studio a carattere regionale che permetta
l’esplorazione capillare degli archivi e grazie all’esperienza
e ai contatti con professori universitari, storici, archivisti e dirigenti
di enti specializzati nel lavoro sulla memoria stabiliti durante la precedente
ricerca, il progetto prevede l’esplorazione di archivi finora utilizzati
solo in piccola parte: da quelli italiani della Fondazione Gramsci di Roma
e della Fondazione Feltrinelli di Milano, fino a quelli francesi, che custodiscono
carte sui toscani poco note, se non mai studiate, a quelli di Barcellona.
Sarà raccolto il materiale già individuato sull’internamento
dei volontari toscani e sulle vicende successive alla fine della guerra civile,
nell’ottica di una ricostruzione del cammino dei singoli volontari e
dei grupp,i capace di cogliere caratteri comuni di un fenomeno tanto vasto,
complesso, diversificato.
Grande attenzione, come sempre, sarà riservata alla comunicazione,
attraverso momenti pubblici di presentazione degli esiti della ricerca, e
alla didattica, con l’ampliamento del sito web, il rinnovarsi dei contatti
con gli insegnanti e con le scuole e l’organizzazione di viaggi della
memoria per le scuole toscane, profittando delle collaborazioni già
stabilite con i memoriali spagnoli e francesi. Questo, al fine di approfondire
il concetto-chiave del nostro lavoro precedente, che interpreta la partecipazione
alla guerra di Spagna come anticipazione di un’idea d’Europa fondata
sui valori di democrazia e giustizia.
E’ stato uno dei nostri antifascisti, Carlo Rosselli, a scrivere, nel
1937: Vale la pena di combattere quando sono in gioco valori così grandi,
tutta la speranza di un'epoca, il bisogno di emancipazione, la pace stessa
del continente, la sorte dei popoli oppressi. Vale la pena, se necessario,
anche di morire.
Premessa
Le linee del progetto che intenderemmo realizzare nel corso dell’a.s.
2009-2010 trovano spiegazione e prerequisiti nell’esito di un triennio
di attività già concretamente ed efficacemente prodotte. La
forma di gestione replica l’esperienza dell’ultimo anno: L’ISGREC
è titolare del progetto, in collaborazione con l’Istituto storico
della Resistenza in Toscana e con la Direzione scolastica regionale Toscana.
Disponiamo oggi di due tipi di risorse: la più importante, costituita
dalla motivazione e dalla preparazione dei docenti di scuola media superiore
coinvolti finora, sui temi di cui si tratta. In particolare si delinea l’esistenza
di tre gruppi:
1. I docenti che hanno partecipato a tutte le attività, ultima il viaggio,
per cui sono stati scelti in ragione dei crediti sommati nel corso del biennio
2. Il piccolo gruppo che ha in corso una ricerca sui profughi istriano-dalmati
in Toscana, all’interno del lavoro promosso attraverso il seminario
del 2008-2009, cui collabora il Dipartimento di Storia dell’Università
degli Studi di Pisa
3. Il gruppo vasto (circa 150) di docenti di scuola media superiore che hanno
partecipato ad uno o più incontri nel corso del biennio
Alle risorse umane si aggiungono strumenti concreti, spendibili per la prosecuzione
del lavoro:
1. Il volume, che è stato il primo strumento didattico prodotto e distribuito,
curato da L. Benedettelli, M. Fiorani, L. Rocchi, pubblicato nel 2007
2. Materiali didattici utilizzati nei laboratori nel biennio 2007-2009
3. Un documentario (tuttora in corso di montaggio) che documenta il viaggio
dei giorni 25-29 marzo 2009
4. Materiali di ricerca su profughi istriano-dalmati in alcune province della
Toscana; in qualche caso ricerche compiute, in altri lavori in corso, già
discussi nei seminari dell’a.s. 2008-2009.
Linee essenziali del progetto
o Obiettivo essenziale, dopo il progressivo movimento di espansione degli
incontri, il primo anno concentrando i docenti toscani a Firenze, il secondo
decentrando in tre province (Firenze, Pisa, Siena), decentrare ulteriormente
le attività in tutte le province
o Il programma per l’anno scolastico in corso dovrebbe prevedere momenti
di aggiornamento (interni a singole scuole o concentrati in una sede), in
ciascuna delle province, rivolti a insegnanti non ancora coinvolti o desiderosi
di proseguire
o Gli incontri dovranno vedere la presenza, secondo le necessità e
le possibilità, di esperti esterni, ma dovranno, in accordo con gli
interessati, vedere nel ruolo di coordinatori/formatori i docenti che hanno
la formazione di livello più elevato
o E’ prevista, poiché numerosi docenti hanno già compiuto
un percorso di formazione, la promozione di attività di sperimentazione
e la diffusione di esperienze già in corso nelle classi, con l’utilizzo
dei materiali esistenti e del documentario che sarà disponibile all’inizio
dell’a.s. 2009-2010. Socializzare, discutere, affinare le esperienze
di lavoro in classe sarà parte importante del nuovo percorso
o Si prevede un’iniziativa di rilievo il 10 febbraio, a Firenze, tenendo
conto di richieste che le stesse istituzioni eventualmente potranno rivolgerci,
così come è accaduto per il 10 febbraio 2009
o L’a.s. 2009-2010 sarà anche di preparazione ad un secondo viaggio
di studio per gli insegnanti nel corso del successivo a.s., poiché
si pensa di mettere a regime quest’esperienza con cadenza biennale,
compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili
o La realizzazione in futuro di viaggio nei luoghi della memoria con gli studenti
può essere un punto di arrivo del lavoro di preparazione di docenti
e di attività da mettere in programma con gli studenti
o Essenziale alla qualità del lavoro sarà tenere in vita il
“gruppo di testa” – per ora composto dai docenti che hanno
partecipato al viaggio, coordinati dai colleghi degli istituti storici di
Firenze e Grosseto –, che sarà il soggetto che approfondisce
conoscenze, concordando di volta in volta temi di lavoro. L’approfondimento
sarà sul doppio binario dei contenuti storico-storiografici (di volta
in volta circoleranno aggiornamenti bibliografici, documenti…) e della
didattica. Così come proseguirà la ricerca sui profughi istriano-dalmati
in Toscana, che ha già prodotto una visione panoramica dello stato
delle cose e una circolazione di documenti, testimonianze, pubblicazioni.
Programma delle attività 2009-2010
Sezione I
Momenti di lavoro rivolti ai docenti
1. Programmazione del lavoro
Settembre 2009
Sede: Firenze
Una intera giornata di studio e programmazione
Partecipano:
I docenti degli istituti storici della Resistenza di Firenze e Grosseto e
i 10 che hanno partecipato al viaggio di studio
2. Ciclo di incontri e laboratori decentrati
Settembre 2009 –marzo 2010
Sede: ciascuna delle province della Toscana
1 incontro di presentazione con un docente esperto
2 incontri (lezione+laboratorio) gestiti dal docente della stessa provincia
che ha partecipato al viaggio di studio del 2009
1 incontro finale
3. Presentazione del documentario
Sede: Firenze e altre province
Data da definire
Proiezione del documentario, con la presenza di esperti esterni
SezioneII
Iniziative di studio e ricerca storico-didattica
1. Seminario permanente
Incontri seminariali a cadenza bimensile del gruppo-guida per proseguire lo
studio e l’approfondimento della storiografia sul tema e affinare competenze.
Si intende questa attività come “formazione di formatori”
2. Ricerca
Incontri tra i docenti già dal 2008 coinvolti nella raccolta di documenti
e testimonianze e nella ricerca sulla presenza di profughi istriano-dalmati
in Toscana. E’ un piccolo gruppo di docenti motivati e in massima parte
già con una pur limitata esperienza di ricerca storico-didattica
Sezione III
Produzione/diffusione di materiale storico-didattico
1. Riproduzione del documentario
Riproduzione e distribuzione del documentario prodotto nel 2008-2009
2. Profughi istriano-dalmati in Toscana
Elaborazione di materiali derivanti dalle ricerche prodotte e pubblicazione
in forme compatibili con lo stato delle ricerche (materiali grigi/stampa/multimedia…)
3. Biblioteche e archivi
Aggiornamento della bibliografia sui temi in oggetto.
Circolazione delle disponibilità bibliografiche presenti nei cataloghi
degli Istituti storici toscani coinvolti nel progetto e suggerimenti per l’acquisto
di volumi necessari alle biblioteche scolastiche.
Base di dati sulla documentazione utile presente negli archivi degli stessi
Istituti
Evento del 10 febbraio 2010
10 febbraio 2010
Sede: Firenze
Evento di celebrazione della giornata del ricordo, anche con il coinvolgimento
dei docenti che hanno preso parte alle attività nel corso del tempo.
Soggetto pubblico proponente: Istituto Storico Grossetano
della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISGREC)
In collaborazione con Dipartimento di Salute Mentale (DSM) Grosseto
Sin dagli anni '50 la provincia di Grosseto si è distinta per l'avviamento
di percorsi alternativi all'Ospedale Psichiatrico nel trattamento del disagio
psichico, mettendo in atto pionieristici interventi territoriali e avvalendosi
del contributo di personalità del panorama locale, istituzionale e
sanitario. I cambiamenti culturali e storici che sono seguiti a livello nazionale
intorno agli anni '70 si sono quindi inseriti su un terreno già predisposto
in tal senso, che negli anni successivi fino ad oggi, ha avuto una sua continuità
nell'organizzazione dei locali servizi di Salute Mentale. Ma se da una parte
il movimento antiistituzionale, grazie alla contrapposizione con un soggetto
forte, appunto il manicomio, ha avuto un suo impatto culturale anche fra i
non addetti ai lavori, dall'altra l'attualità culturale dei servizi
territoriali di Salute Mentale, che poggia sul concetto di intervento di comunità,
stenta a penetrare gli strati non specializzati della cittadinanza e delle
istituzioni stesse. Si assiste così alla persistenza di movimenti espulsivi
verso il disagio psichico, che pur non trovando più sede nell'istituzione
manicomiale, tendono a segregare sia i portatori del disagio stesso sia gli
operatori e i cittadini che se ne fanno carico, non più in un luogo
fisico, ma in uno stato di emarginazione liquida che si concretizza ogni qual
volta si crei un contesto di contatto, più o meno critico, fra i servizi
o un loro utente ed altre istituzioni o cittadini (es. difficoltà all'inserimento
nel mondo del lavoro nonostante l'incentivazione legislativa, delega totale
dei disturbi del comportamento ai servizi di Salute Mentale, errori di riconoscimento
di patologie acute in Pronto Soccorso quando si presenta una persona che è
anche affetta da disturbi psichici, generico stigma sociale, ecc.). Non vi
è dubbio che ancora una volta il clima culturale nazionale influenzi
l'ambito locale; è altresì vero che solo un'operazione di prossimità,
particolarmente focalizzata sui cittadini del futuro ossia gli studenti, possa
fare non solo da argine alle attuali tendenze all'esclusione sociale (non
solo di chi è portatore di un disagio psichico) ma creare un laboratorio
culturale da cui possa emergere un modello di convivenza comunitaria, basato
sulla consapevolezza che ciascun cittadino è creditore e anche soprattutto
debitore del benessere, anche mentale, di tutti gli altri appartenenti alla
comunità. In tale prospettiva, la riflessione storica e la consapevolezza
epistemologica di tale percorso si mette al servizio della cittadinanza, incrementandone
la conoscenza del retroterra culturale che la contraddistingue e che la influenza
nel suo atteggiamento verso la marginalità. Si sottolinea inoltre che
il suddetto progetto recepisce gli obbiettivi del Piano Sanitario Regionale
2008-1010 in merito alla “conservazione e alla valorizzazione del patrimonio
storico-culturale e scientifico di rilievo ai fini della documentazione dell'evoluzione
storico-culturale e scientifica della sanità pubblica”.
A confortare l’esigenza di un’opera di diffusione di conoscenze, sensibilizzazione civile e culturale a tutto campo verso la cittadinanza, sta la contraddizione tra processi in atto nella società contemporanea, che rischiano di amplificare le condizioni generatrici di disagio, e valori, principi, regole fondanti della convivenza democratica. Basti il riferimento alle carte valoriali inscritte in documenti universalmente condivisi – fondamentale, non unica, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Ma ancor più significativo è quanto disposto e normato nella legge fondamentale dello Stato, la Costituzione della Repubblica italiana, di cui è sufficiente citare il dettato degli articoli 2, 3 e 32. L’attuazione del dettato costituzionale passa anche per l’opera di “rimozione degli ostacoli…che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”, che si realizza attraverso la diffusione della conoscenze, l’educazione al vivere civile, l’attenzione verso le “diversità”.
Il progetto si rivolge:
- Alla cittadinanza,
- agli operatori dei servizi socio-sanitari
- alle istituzioni di Grosseto e provincia, con particolare attenzione a quelle
scolastiche.
Obiettivi del Progetto:
- Applicare la riflessione storica all'approccio al disagio
mentale nella realtà grossetana.
- Attivare una prassi comunicativa che sia capace di intervenire nei processi
di costruzione sociale della diversità.
- Incrementare la formazione ad una cultura, a partire dalla scuola, che comprenda
la diversità come una risorsa necessaria ad un'appartenenza comune.
Obiettivo complessivo:
Alimentare nel territorio grossetano conoscenza e consapevolezza del problema dell'esclusione sociale del disagio mentale e promuovere insieme alle istituzioni e alle associazioni di volontariato, percorsi di cittadinanza attiva.
Risorse fornite dalla Unità Funzionale di Salute Mentale
1. Archivio Storico delle Cartelle Cliniche a partire dagli
anni '50
2. Rapporto istituzionale con le Cliniche Universitarie di Firenze, Pisa e
Siena
3. Rapporti con il Fondo Storico della Biblioteca di San Salvi
4. Conoscenza dei sistemi di cura e delle relazioni di aiuto dal punto di
vista storico ed epistemologico
5. Operatori che hanno attraversato i vari periodi del lavoro in Salute Mentale
a Grosseto
6. Testimonianze delle esperienze vissute da persone che hanno sperimentato
il disagio psichico e il trattamento istituzionale
7. Rapporti con le società scientifiche del settore.
Risorse culturali disponibili per la realizzazione del progetto
1. Archivi che conservano memoria dei bisogni e di strumentazione
teorica e pratiche attivate nel territorio per affrontare il problema del
disagio mentale
2. Beni culturali presenti nel territorio, utili alla conoscenza e all’approfondimento
delle culture psichiatriche (volumi della biblioteca della ASL e biblioteca
ISGREC; collezioni fotografiche, materiali multimediali…)
3. Conoscenze e modelli interpretativi risultanti da un triennio di ricerca
storica sul tema Culture e pratiche psichiatriche nel territorio grossetano,
realizzata dal giovane ricercatore ISGREC Matteo Fiorani, borsista della Scuola
Superiore di studi storici INSMLI di Milano (di prossima pubblicazione presso
le Edizioni scientifiche di Napoli, Collana della Scuola INSMLI)
4. Rapporto istituzionale con la scuola (Convenzione INSMLI-MIUR) in quanto
agenzia formativa riconosciuta dal MIUR.
Risorse spendibili per favorire la partecipazione delle istituzioni scolastiche
1. Esperienze di educazione alla salute e di sensibilizzazione
degli studenti realizzate e in corso, attivate anche dal Dipartimento di salute
mentale della ASL 9
2. Rapporti strutturati tra l’ISGREC e le istituzioni scolastiche, rafforzati
dalle Convenzioni in atto tra ISGREC e Provincia di Grosseto, Comune di Grosseto,
altri Comuni del territorio provinciale
3. Rapporti strutturati tra ISGREC e Regione Toscana, regolati dalla l. r.
38 del 2002 e con la Direzione Scolastica Regionale Toscana, grazie ai quali
sono state attuate iniziative di formazione dei docenti della Toscana, a Firenze,
Pisa, Siena
4. Esperienze di formazione-aggiornamento dei docenti, di interventi formativi
sulle classi su temi storico-sociali e sull’educazione alla cittadinanza
5. Appartenenza dell’ISGREC alla rete nazionale degli Istituti storici
della Resistenza (INSMLI e 65 istituti dislocati nel territorio nazionale),
legati al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca da
una Convenzione, che impegna formalmente tutti gli istituti ad offrire un
supporto alla scuola specificatamente sul tema dell’educazione alla
cittadinanza, anche attraverso il distacco dall’insegnamento di 54 insegnanti
(uno dei 54 è in servizio presso l’ISGREC )
6. Si indica come “risorsa” l’emanazione recentissima (4
marzo) della Direttiva del Ministro Gelmini per l’attuazione del dispositivo
legislativo relativo a Cittadinanza e Costituzione, della quale è possibile
avvalersi per favorire l’accoglienza verso attività e iniziative
di formazione per docenti e alunni/studenti nelle scuole del territorio.
Articolazione del progetto:
1- Recupero, riordino e inventariazione dell'archivio storico
del Centro d’Igiene Mentale della provincia di Grosseto
2- Iniziative di valorizzazione e organizzazione dell'accesso alla consultazione
dell’archivio di cui sopra
3- Pubblicazione dell’inventario dell’archivio di cui sopra.
4- Registrazione audiovisiva di testimonianze autobiografiche di operatori
della Salute Mentale, delle Istituzioni o del Volontariato, che si siano confrontati
in passato con il problema del disagio psichico.
5- Ricerca di testimonianze in altre realtà toscane.
6- Produzione di materiali didattici multimediali.
7- Dibattiti pubblici e televisivi con coinvolgimento di esperti.
8- Lezioni-laboratorio agli studenti delle scuole superiori e agli operatori
dei servizi pubblici
socio-sanitari e della Salute Mentale
9- Pubblicazione cartacea e multimediale del progetto
Contenuti – Strumenti di lavoro
1. Conoscenza/comprensione della complessità dei fenomeni
e della storia (v. p. 2 in Premesse generali)
2. Nei limiti del possibile, comparazione con le altre realtà Toscane.
3. Indagare cosa abbiano fatto, scritto e prescritto psichiatri di diverse
generazioni.
4. Recupero dei modelli epistemologici e dell’apporto di altre discipline
nel rinnovamento dell’identità delle discipline psicologico-psichiatriche.
5. Precisare il ruolo dell'introduzione e dell'evoluzione dei trattamenti
psicofarmacologici nella modifica dei processi di cura e dell'organizzazione
dei Servizi di Salute Mentale.
6. Avvalersi delle testimonianze autobiografiche degli utenti, dei familiari
e degli operatori.
7. Recupero attraverso le interviste agli utenti, ai familiari e agli operatori
delle loro memorie e dei diversi modi di rappresentarle.
8. Proporre agli operatori una serie di aree tematiche che sollecitino memoria
e riflessione (ad es.: formazione; trasformazione di ruolo degli psichiatri:
da psichiatra dell’Op a psichiatra del territorio a operatore della
salute mentale; evoluzione dell’utenza in rapporto ai cambiamenti nelle
strutture e alla modalità di assistenza e cura).
Indici di valutazione
- Produzione di materiali didattici multimediali
- Pubblicazione dell’inventario dell’archivio
- Inserimento del tema della Salute Mentale all'interno del programma di Educazione
Civica delle scuole grossetane.
- Numero di persone e associazioni coinvolte nel progetto
Tempi di realizzazione
Il progetto si suddivide in moduli, come segue:
1. Novembre 2009-maggio 2010
2. Settembre 2010-Maggio 2011
Soggetti correlati per la promozione e diffusione delle
attività
Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comuni del territorio provinciale,
Istituzioni scolastiche (anche coinvolgendo Direzioni scolastiche regionale
e provinciale), Istituti storici della rete toscana e nazionale.
Premessa
In seguito ai lavori di riordino dell’Archivio storico preunitario del
Comune di Cinigiano, si procede alla progettazione dell’intervento di
riordino destinato alla sezione postunitaria.
Questa è conservata presso la sede del Comune in piazza Cap.no Bruchi
n. 1.
Da un sopralluogo effettuato nel gennaio 2009, emerge che il materiale archivistico
è in buono stato di conservazione ed è disposto all’interno
di un locale posto a pian terreno su opportune scaffalature metalliche e in
parte all’interno di un armadio metallico. I documenti coprono un arco
cronologico che va dal 1865 fino al 2000-2005.
E’ stata quindi individuata la sezione storica postunitaria, che andrà
in seguito separata dall’archivio di deposito, relativa agli anni 1865-1968,
la quale ammonta all’incirca a 900 Unità Archivistiche.
Essa comprende materiale vario, tra registri filze e buste: si tratta di registri
di deliberazioni del Consiglio e della Giunta, registri del protocollo della
corrispondenza, registri contabili e molte buste contenenti carteggio.
Fasi del progetto di riordinamento e inventariazione
1. Individuazione di unità afferenti alla sezione postunitaria eventualmente conservate presso la sezione di deposito dell’Archivio comunale;
2. Schedatura analitica dei pezzi afferenti alla sezione postunitaria;
3. Ordinamento della documentazione, cartellinatura e ricondizionamento dei pezzi;
4. Individuazione di eventuale materiale di scarto e formulazione di opportune proposte di scarto da sottoporre alla Soprintendenza archivistica della Toscana
5. Stesura e redazione critica dell’inventario;
6. Compilazione schede di restauro per quei pezzi che risultano
in mediocre o cattivo stato
di conservazione;
Data la consistenza di tale sezione d’archivio, si prevede che il lavoro sia da effettuarsi in due moduli.
Programma della fase 1
Anno 2009
1. Individuazione di unità afferenti alla sezione postunitaria eventualmente conservate presso la sezione di deposito dell’Archivio comunale;
2. Schedatura analitica dei pezzi afferenti alla sezione
postunitaria.
Premessa
La recente pubblicazione del numero monografico della rivista
del Comune e della Proloco di Cinigiano ha messo in luce un patrimonio prezioso
di memorie di protagonisti-testimoni di quella che è stata per il nostro
paese, ma per l’Europa tutta una immane tragedia: la seconda guerra
mondiale, dove si concentrano le forme più estreme delle violenze che
hanno caratterizzato momenti della storia del XX secolo.
Raccogliere memorie individuali e locali non ha solo un valore consolatorio
per le sofferenze patite, ma un significato di rafforzamento della coesione
sociale, del sentimento di appartenenza e di solidarietà civile. In
effetti, ciascun membro di una comunità che abbia vissuto l’esilio
e la prigionia dopo anni di permanenza sui fronti di guerra, fino all’odissea
del ritorno in una realtà difficile come quella del secondo dopoguerra,
ne rappresenta la coscienza più intima e ha contribuito a disegnarne
la storia successiva. E’ questo il caso dei cinigianesi combattenti
e internati militari in Germania. La loro testimonianza è un patrimonio
per le generazioni successive, ma è preziosissima per le ultime, che
stanno vivendo in un’epoca di crisi di valori e di prevalenza di modelli
individualistici.
Progetto
Come valorizzare quelle memorie? Come rendere fruibile il
contenuto di conoscenze e di valori che contengono? La scelta più funzionale
alla loro trasmissione e diffusione larga, ma particolarmente fruibile da
giovani generazioni e dalla scuola ci è sembrata la produzione di un
documento filmico: interviste, immagini coerenti con la narrazione dei testimoni,
voce di storici, di breve durata (30-35 minuti, misurata soprattutto sull’utilizzo
didattico).
Il programma prevede interviste a tutti coloro che una preliminare ricerca
ci documenterà come testimoni-protagonisti ancora viventi nel territorio
del Comune di Cingiano della guerra e dell’internamento militare in
Germania (IMI). La base del nostro lavoro è costituita dagli studi
che la rete degli istituti storici della Resistenza ha realizzato negli ultimi
anni, estraendo dal lungo oblio una categoria di vittime e dunque un patrimonio
di dolore subito sottovalutato a lungo per motivi complessi, che non è
la sede per enunciare.
Insieme si individueranno immagini fisse (foto di luoghi e persone, di documenti…)
e in movimento (clip di documentari prodotti o di riprese tratte dall’archivio
dell’Istituto LUCE, montate sulla base di un progetto utile a rendere
conto della storia locale, ma nel contesto del problema storico generale dei
reduci di guerra IMI
La produzione sarà un DVD.
Il DVD dovrà essere presentato pubblicamente e messo a disposizione
del Comune di Cinigiano