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Voci, silenzi, immagini. Per una storia delle donne nel territorio grossetano tra anni Quaranta e Settanta

Luciana Rocchi e Stefania Ulivieri
Carocci, Roma 2004

Indice:
Presentazione Lio Scheggi e Anna Nativi - Gloria Faragli
Cap.1. Questioni di metodo, problemi di fonti - L.Rocchi
Cap.2. Uno scenario: Grosseto ed il suo territorio tra secondo dopoguerra e fine anni Settanta - L.Rocchi
Cap.3. Tempo di guerra - L.Rocchi
Cap.4. Dell’agire insieme e dell’apparire in pubblico - L.Rocchi
Cap.5. Un’altra scena - L.Rocchi
Cap.6. La presenza femminile nell’agricoltura maremmana tra gli anni Quaranta e Settanta del Novecento: alcune riflessioni - S.Ulivieri
Cap.7.Immagini di donne. Il lavoro femminile in Maremma nei fondi e negli archivi fotografici (1940-1970) - S.Ulivieri
Testi di donne - a cura di C.Pieraccini

Presentazione

Non è solo per compensare le donne del contributo che nel tempo hanno dato alla vita civile che le istituzioni hanno rivolto ai temi della differenza e delle pari opportunità un’attenzione crescente. Siamo consapevoli, infatti, della grande risorsa rappresentata dal loro sguardo sui bisogni sociali, da un’ attitudine alla politica declinata in forme inedite, rispetto alle pratiche tradizionali, dunque del bisogno che le istituzioni hanno di loro.
Da quando, durante gli anni Ottanta, una raccomandazione europea ci ha sollecitato ad adottare nel nostro linguaggio il concetto di pari opportunità tra gli uomini e le donne ed è nato un ministero delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio del nostro Paese, la Provincia di Grosseto è stato il primo fra tutti gli enti a cogliere l’importanza di questo tema, ad adottare un ulteriore strumento utile a rendere più piena la cittadinanza delle donne. Diritto al lavoro, diritto al voto, protagonismo sociale sono conquiste femminili preziose dell’Italia repubblicana, ma molto ancora rimane da fare, in termini di cultura della relazione maschile-femminile e di concrete possibilità di espressione per la soggettività delle donne.
Le commissioni e gli assessorati alle Pari Opportunità hanno la possibilità di intervenire, non con un orientamento assistenziale, ma raccogliendo e sviluppando, laddove emergono, stimoli alla creazione di iniziative capaci di incidere su molti settori, dall’economico al culturale.
Nella Provincia di Grosseto nel corso degli anni, da quando sono stati istituiti Commissione ed Assessorato, la vita di questo settore ha cercato di andare oltre il limite di piccoli atti circoscritti nella quotidianità, necessari, ma insufficienti ai fini di un intervento capace di dare radici più profonde alla possibilità di sviluppare in armonia le parità e le differenze. Ne sono una prova l’impegno per la costituzione del Centro antiviolenza e la creazione di un Centro Documentazione Donna, costituito da una biblioteca e da un’emeroteca ed oggetto proprio oggi di un’attività progettuale importante.
E’ in questo contesto che ha acquistato un senso la scelta di dare voce ad un bisogno interamente nuovo: la conoscenza della storia delle donne del territorio provinciale grossetano. Nel 1999 la Commissione e l’Assessore alle Pari Opportunità, Mariella Gennai (alla cui lucida volontà, in questo momento, sentiamo di rivolgere un pensiero grato e quasi una dedica), dettero avvio al progetto Voci, silenzi, immagini, che trova in questo volume un suo punto d’arrivo, e, a giudicare dalla lettura dei testi che contiene, un concentrato di nuove curiosità, di ulteriori esplorazioni. Vorremmo saperne di più sulle origini del femminismo grossetano, nei primi due decenni del XX secolo – tema, crediamo, sconosciuto ai più – scavare ancora sulle specificità dei ruoli svolti dalle donne “sulla scena pubblica” nei luoghi di cui si compone la nostra estesa e varia provincia, ascoltare testimonianze di altre donne, che hanno occupato spazi nel lavoro o nella cultura.

Una ragione in più di soddisfazione ci viene da una verifica: sono state portate alla luce figure di donne straordinariamente interessanti, alcune impegnate solo sul nostro territorio, alcune anche partecipi della vita civile nazionale: la storia dei nostri luoghi si è arricchita di memorie personali e di dati indispensabili a ricostruirne una visione complessiva.
Quello che qui si vuole offrire è un invito a cercare di riflettere, attraverso le voci, i silenzi e le immagini di alcune nostre donne, sui segmenti di storia di cui sono state protagoniste.

Il Presidente della Provincia di Grosseto
Lio Scheggi

L’Assessore alle Pari Opportunità
Anna Nativi


***

Uno scacco alla consuetudine: l’espressione “storia delle donne” è politicamente esplicita in quanto implica l’osservazione che le donne sono legittimi soggetti storici.
Chiave del progetto è la nozione di genere sia per il suo suono più neutrale, vicino alla terminologia scientifica delle scienze sociali , sia per la più innovativa cultura introdotta dal femminismo, sia per suggerire che l’informazione delle donne è necessariamente anche informazione degli uomini.
Genere per designare i rapporti sociali tra i sessi, per non limitarsi alle sole spiegazioni di ordine biologico, per riferirsi alle origini esclusivamente sociali della identità soggettiva di uomini e donne.
Genere come un intero sistema di relazioni, uno dei modi attraverso cui si esprimono i rapporti di potere.
Nel 1973-74 in una Università di Parigi si tenne un corso sul tema “le donne hanno una storia?”, a dimostrazione del fatto che si era voluto, fino a quel momento, scorgere le donne solo attraverso la storia degli uomini.
Questo spiega le difficoltà incontrate nel reperire dati negli archivi delle associazioni, dei movimenti, dei partiti.
Difficoltà motivate anche dall’assoluta disattenzione, negli studi italiani, alle tematiche della politica, del lavoro, del rapporto delle donne con lo Stato, argomenti rimasti sommersi sotto ai problemi dell’istruzione, del lavoro di cura o di assistenza nel mondo laico ed in quello cattolico, del rapporto tra donne e guerra.
La ricerca si basa ora infatti sulla presenza delle donne nella sfera pubblica.
Lo studio delle donne offrirà nuova materia di indagine così, ma costringerà anche ad un riesame critico delle premesse e dei modelli della materia esistente, comportando una ridefinizione ed un allargamento delle tradizionali nozioni di rilevanza storica e implicando in prospettiva non soltanto una nuova storia delle donne ma anche una nuova storia tout court.
Per queste aspirazioni la Commissione per le pari opportunità tra donne e uomini eletta nella legislatura 1995-1999 presso la Provincia di Grosseto e insieme l’assessorato alle pari opportunità hanno guardato prima di tutto alla storia delle donne nel nostro territorio.


(Gloria Faragli)
Grosseto, 15 febbraio 2004


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