
Premessa
La prima fase della ricerca ha prodotto una analitica ricostruzione fattuale dell’evento bombardamento. Lo si è inserito nel contesto generale, utilizzando categorie storiografiche consolidate e nuovi lavori di ricerca sul fenomeno dei bombardamenti alleati.
• Guerra totale come quadro storico di riferimento
per comprendere ricostruire il peso di un evento locale come quello grossetano
• I bombardamenti alleati nella strategia militare alleata, con particolare
riguardo al peso della fascia tirrenica
Il valore della ricerca è fondato principalmente sul reperimento di documentazione inedita, conservata negli archivi pubblici statunitensi e inglesi. Il suo utilizzo ha chiarito in modo sostanziale alcuni dei punti oscuri dell’evento grossetano. Parte della documentazione acquistata, conservata presso l’ISGREC, riguarda anche altri luoghi toscani e della costa tirrenica. Potrà essere utilizzata nella prospettiva di coordinare la nostra con nuove ricerche toscane. In questo senso si è già avviato un dialogo con l’Istituto storico per la Resistenza in Toscana, allo scopo di creare una rete toscana, mettendo in primo piano intanto la ricca documentazione su Firenze.
I nuovi aspetti da analizzare, impliciti fin dalla prima stesura del nostro progetto, ma rivelatisi importantissimi alla luce degli esiti del primo anno di ricerca, sono orientati più che sulla storia militare sugli aspetti di storia sociale e politica: eco del bombardamento in Italia; uso propagandistico dell’evento; rapporti internazionali (Vaticano-USA-Italia); 26 aprile come cesura storica per la città (lo sfollamento, la percezione della guerra). Tra le fonti, oltre alla prosecuzione di esplorazione degli archivi pubblici, saranno utilizzata ampiamente stampa e memorialistica e fonti fotografiche.
Nuove tematizzazioni
1. Studio della risonanza attraverso uno spoglio della
stampa e degli strumenti della propaganda nazionale
2. Il caso Turchi (il grossetano condannato per l’aggressione al pilota)
attraverso le fonti
3. La memoria del bombardamento, comparata con le memorie della guerra (fascismo
repubblicano, Resistenza, stragi, Antiebraismo, Liberazione)
Fonti
1. Archivi pubblici e privati locali
2. Memorie locali e non
3. Quotidiani, organi d’informazione
Metodologia di lavoro e azioni
1. Secondo incarico al ricercatore individuato, il dottor
Giacomo Pacini, che ha già realizzato la prima fase di ricerca
2. Lavoro di ricerca in archivio e in biblioteche (Nazionale di Firenze;
Comunale di Follonica, ecc.)
3. Presentazione pubblica della ricerca completa, il 26 aprile 2009
4. Stesura di un ampio e conclusivo saggio, completato da antologia di fonti
e bibliografia, pronto per la pubblicazione
5. Individuazione di un editore, possibilmente con distribuzione nazionale
Tempi
1. Completamento di tutti i 5 punti previsto entro il 2009.
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Presupposti della ricerca pluriennale e stato di avanzamento
della seconda fase
Per indicare i presupposti del progetto che intendiamo realizzare nel 2010,
ci riferiamo alla premessa al progetto del 2009, attualmente in corso, che
denunciava il “vuoto di conoscenza sul fascismo grossetano”
e la realizzazione di progetti degli anni passati, che ci consegna oggi
“un corpo di studi e di materiali di grande valore conoscitivo, ma
ancora non emersi compiutamente”, aggiungendo la descrizione dello
stato di avanzamento dei lavori e le ragioni della prosecuzione, nella forma
che sarà descritta.
Lo stato attuale della ricerca ha prodotto l’emersione di fonti di
estremo interesse e consente di prevedere, a completamento della prima fase,
una ricchezza molto superiore a quello che si attendeva di strumenti per
la conoscenza. Questo è in parte dovuto alle competenze dei ricercatori
impegnati nel lavoro, in parte alla coincidenza con ulteriori piste di ricerca
che si sono aperte nel frattempo. Infatti, esplorando in prima battuta gli
archivi per completare la ricognizione sulla storia del fascismo repubblicano,
sono emerse carte italiane (Archivi Centrali dello Stato e Archivi dello
Stato Maggiore dell’esercito italiano, carte nuove desecretate e recuperate
dopo la scoperta di luoghi di conservazione occultati) che illuminano ulteriormente
le condizioni che accompagnarono tra 1943 e 1944 le stragi nazifasciste.
Da qui si è aperto uno spazio di ricerca inesplorato, quello degli
archivi americani ed inglesi. Circa 300 documenti inediti provenienti da
Washington e da Londra hanno permesso di conoscere carteggi e ricognizioni
dei servizi segreti alleati nel corso della guerra, aggiungere elementi
importanti per comprendere strategie militari, intrecci tra politica interna
ed estera negli ultimi ani del regime, caratteri della ricerca e delle dimensioni
del consenso al regime fascista. Terzo contributo, in questo caso derivato
da una ricerca diversa, finanziata all’ISGREC dal governo spagnolo
: la ricostruzione dell’antifascismo toscano degli anni Trenta, e
in particolare grossetano, così come emerge dalla partecipazione
dei volontari alla guerra civile spagnola. Il lavoro attuale consiste nell’assemblaggio
e nella interpretazione di questi documenti.
Si è dunque protratto il tempo che si è dedicato e si dedicherà
alla ricognizione sulle fonti. Da qui la scelta di proseguire nella estensione
dei confini della ricerca ed il rinvio dell’allestimento di una mostra
documentaria, prevista per il 2009, al 2010, che era comunque stato individuato
come il terzo e conclusivo anno della ricerca che tematizzava il fascismo
grossetano .
Il progetto
Si indica così il programma che si intende realizzare
nel corso del 2009:
1. Completamento della ricognizione sulle fonti, con l’inserimento
di analisi di documentazione proveniente da archivi non italiani, in particolare
tedeschi, finora non presi in esame, utilizzando ricerche già realizzate
o in corso (ricordiamo il lavoro svolto in Germania da Carlo Gentile e la
documentazione in parte pubblicata a cura di Marco Palla relativa alle Militarkommandanturen
2. Elaborazione con finalità di costruzione di un modello di interpretazione
complessivo del fascismo grossetano, con particolare riguardo ai caratteri
del fascismo grossetano nel periodo del consolidamento del regime, oltre
la fase del movimento e delle origini, per creare le condizioni di comprensione
del filo che connette fascismo come regime-fascismo repubblicano e RSI.
3. La ricerca per il 2009 si potrà avvalere anche del contributo
derivante da uno studio realizzato tra 2006 e 2008 dall’ISGREC sull’età
repubblicana (1945-1990). E’ stato concluso un primo lavoro sulle
fonti e disponiamo di un quadro che illumina formazione di gruppi dirigenti
postfascisti e sviluppo economico-sociale del territorio della provincia
grossetana . E’ un terminus ad quem di straordinaria utilità,
in vista di una verifica sul locale della congruenza della categoria di
continuità applicata, certo in parte, ma in parte non marginale,
alle istituzioni nel passaggio tra fascismo e postfascismo.
1. Le motivazioni
Rimane come motivazione la già dichiarata “insostenibilità
del vuoto di conoscenza”. A spiegare i caratteri specifici del progetto,
nel suo previsto svolgimento, la necessità di non far cadere, per
aver fretta di concludere e far conoscere all’esterno gli esiti del
lavoro, le opportunità offerte da nuove piste di ricerca apertesi
nel frattempo, come si è spiegato in premessa.
2. Le criticità
Il gruppo di giovani, che attualmente è impegnato nelle attività
di ricerca dell’ISGREC, si è allargato, ma esiste un grave
rischio di turn over, per la impossibilità di offrire soluzione non
precaria alle prospettive di lavoro. Dunque si pone attenzione prioritariamente
alla ricerca di risorse finanziarie per impedire l’interruzione delle
ricerche avviate. Ulteriore criticità, la mancanza di una particolare
sensibilità diffusa nel territorio per la ricerca contemporaneistica,
con l’eccezione di alcuni enti locali (Provincia e Comune di Grosseto)
3. Trasferimento alla comunità scientifica
Nel corso dell’anno 2009 sarà presentato pubblicamente il punto
di arrivo (esito parziale) della ricerca. Una via di emersione del lavoro
in corso è anche la costante informazione che l’ISGREC offre,
attraverso l’introduzione di una newsletter mensile. La presenza nel
progetto come responsabile di Valeria Galimi (docente dell’Ateneo
senese, con incarico didattico all’Università di Roma La Sapienza,
collaboratrice della rivista di studi storici “Passato e presente)
consentirà una comunicazione più ampia e soprattutto, quella
circolazione tra ricerche di storia locale e storiografia generale che è
la conditio sine qua non perché la ricerca di storia locale abbia
dignità scientifica e non sia puro localismo.
4. Metodologia
Le azioni previste possono esemplificare la metodologia che si intende utilizzare:
• Bilancio del primo anno di ricerca e condivisione degli esiti da
parte del gruppo di ricerca allargato
• Programmazione delle azioni della ricerca intera da parte della
coordinatrice, con 3 tappe quadrimestrali
• Impostazione metodologica e divisione di compiti tra i due ricercatori
e definizione dei tempi di momenti seminariali
E’ implicito che a guidare la ricerca sia il rigore richiesto al lavoro
dello storico, in termini di rispetto dei criteri e dei canoni che la storiografia
del Novecento ha ormai acquisito (lavoro a tutto campo con ogni tipo di
fonte, incrocio di fonti, critica della fonte…).
5. Risultati attesi
- Un ampio testo scritto, che dia conto della complessità delle nuove
piste di ricerca apertesi, (cfr. il punto “Presupposti…”
della seconda fase della ricerca) e del percorso interpretativo conseguente
- Il materiale pronto per l’allestimento della mostra, il cui costo
(progetto grafico, pannelli, stampa) non viene imputato a questo progetto
- Utilizzo didattico progressivo del materiale documentario per proseguire
l’offerta alla e scuole del territorio non solo provinciale di interventi
formativi a insegnanti e studenti. Precisiamo che nel corso dl 2008 si sono
realizzati, grazie al materiale derivato dalla ricerca sul fascismo grossetano
(fase 1), laboratori con studenti e insegnanti sia in scuole della provincia
di Grosseto, che con scuole di province limitrofe (Livorno e Pisa)
- La realizzazione di forme di comunicazione non solo rivolte alla comunità
scientifica, perché non sia solo una ricerca diretta ad addetti ai
lavori, ma una ricerca partecipata, divulgata, funzionale a diffondere sapere
storico, attraverso sapere storico educazione civile. Nella società
attuale, questo è un corollario indispensabile, come insegnano le
strategie di scrittura e comunicazione proprie di certa storiografia anglosassone
6. Criteri di verifica
A verificare la correttezza e il rigore scientifico della ricerca riteniamo
saranno chiamati i membri del Comitato scientifico dell’ISGREC (un
docente dell’Università degli Studi di Pisa, Luca Baldissara,
due docenti nell’Università degli Studi di Siena – Simone
Neri Serneri e Leonardo Mineo, uno alla Sapienza di Roma – Giovanni
Contini, uno – Stefano Vitali – archivista presso l’Archivio
di Stato di Firenze, ma con incarichi di docenza universitari in Italia
(Torino) e impegnato spesso in altri paesi - l’ultimo semestrale in
Canada).
Indicatori di efficacia potranno essere i riscontri che le forme di comunicazione
via via create riceveranno dall’esterno (dalla comunità scientifica
e dal pubblico, tenendo conto dell’obiettivo di diffusione-divulgazione
citato sopra.
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