STORIE PORTATE DAL VENTO E DAL MARE

Il fenomeno delle migrazioni è vissuto in Italia da tanti solo come un problema di ordine pubblico e di sicurezza, da altri è letto esclusivamente in chiave di “peso economico”, per via dei costi dell’accoglienza. Molte persone finiscono per perdere di vista la tragedia personale che costringe i migranti a scappare da guerre, fame e miseria. È necessario allora far conoscere le storie di chi scappa dalle proprie terre per inseguire il sogno di una vita migliore, di chi intraprende il doloroso viaggio della speranza verso l’Europa. Storie uniche, accomunate dalla sofferenza, che spesso si perdono, svaniscono nella complessa macchina dell’accoglienza europea o, peggio, in fondo al mare.
Le “anime sospese” – la definizione è di Clelia Pettini, Anime sospese. Storie di migranti e del loro percorso di accoglienza (Effigi 2016) – che negli ultimi anni sono passate dal Centro di pronto intervento socio sanitario della Rugginosa hanno lasciato flebili ma importanti segni della loro presenza e della loro esperienza di vita. Le testimonianze affidate a immagini o a scritte su fogli o sui muri raccontano storie di povertà, di guerra, di fuga, di galera e torture, di morte e di sogni. Disegni e frasi di riconoscenza, testimonianze terribili di un recente passato o sogni da rincorrere e buoni propositi per il futuro: tutti segni che hanno indotto altri migranti a lasciare spontaneamente la propria traccia. Il materiale, quindi, è cresciuto ad ogni nuovo arrivo e ha fornito un quadro assai variegato di esperienze e di vissuti, fondamentali per comprendere un fenomeno così complesso come quello delle migrazioni. La lungimiranza dei responsabili del centro e degli operatori che vi lavoravano e la volontà che quelle tracce di vita non andassero disperse hanno fatto sì che questo materiale fosse conservato e, grazie a un bando del Coeso al quale l’Isgrec ha partecipato, che oggi quel materiale sia stato tradotto, schedato, ordinato, interpretato e storicizzato.
Dopo il riordino delle oltre 500 carte è stato possibile scegliere parte del materiale per una piccola "mostra virtuale"; il criterio che la guida è l'interesse di chi guarda: non si è voluto precostituire dei percorsi ma lasciare allo spettatore la libertà di crearne uno proprio – o più di uno – attraverso immagini, lettere, disegni, bigliettini, spesso vergati su materiale di fortuna. È stato inoltre possibile girare il documentario "Storie portate dal vento e dal mare", che ha cercato di cogliere l'esperienza umana di tanti migranti e degli operatori del centro La Rugginosa.