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Visita ai luoghi delle riforme e delle bonifiche lorenesi in Maremma

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Casa Rossa Ximenes: 42.768707, 10.901420
Castiglioncello Bandini: 42.874765, 11.442626
Ponte Tura - Steccaia: 42.764532, 11.165628
Alberese: 42.667322, 11.106057
Badiola al Fango: 42.780315, 10.949893
Casa Museo di Monticello Amiata: 42.890380, 11.390714
Casa d\'Acquagiusta: 42.797542, 10.972037
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Casa Rossa Ximenes
 

casa_rossa


Come arrivare: percorso 1 - percorso 2


Nel Settecento sotto il vecchio abitato di Castiglione della Pescaia, arroccato sopra un a collina a ridosso del mare, si stendeva fino alle porte di Grosseto una vasta distesa di acque palustri, quello che rimaneva dell'antico Lago costiero, il Prile. Il disordine ambientale, le acque salmastre, i miasmi mefitici che ne derivavano avevano indotto a pensare che in ciò risiedesse l'origine del problema della Mal'aria e che la divisione delle acque dolci dalle salmastre  potesse riportare l'ordine tra gli elementi di acqua terra e aria. La speranza era: liberare la Maremma grossetana dal secolare flagello della malaria e dello spopolamento.  Così, sin dal suo arrivo Pietro Leopoldo affidò al matematico trapanese Leonardo Ximenes la realizzazione della “riduzione fisica” della Maremma. Senza eliminare il lago costiero fonte di reddito, riportarlo semplicemente all'ordine con la costruzione di canali come il Fosso Maestro, o Reale, regolato dalle cateratte della Casa Rossa, luogo storico della bonifica ximeniana, oggi al centro della riserva naturale della Diaccia Botrona e museo multimediale.


L'elegante edificio costruito tra il 1765 e 68, di un'architettura classica  e ornato da lesene e cornici, conserva ancora strutture tecnologiche: chiuse, paratie e ingranaggi ancora funzionanti , abbellite da una pregevole opera: le teste leonineNell’abitato di Castiglione della Pescaia fu fabbricato all'inizio del granducato di Leopoldo II Ponte Giorginiconsiglio e disegno di Gaetano Giorgini. Il fallimento del progetto Ximenes determinò il subentro di Pietro Ferroni e dopo di  Pio Fantoni,  primo a pensare ad una soluzione della bonifica per colmata, che solo più tardi si realizzerà.  Fu solo dopo la parentesi francese e il regno di Ferdinando III, morto per l’appunto di febbri malariche che il giovane Leopoldo II con un motuproprio del  1828 diede inizio della colmata progettata da Vittorio Fossombroni, una vera e propria dichiarazione di guerra allw acque storica. Così con l'apertura di due canali diversivi si fecero giungere le acque torbide e limacciose dell'Ombrone nel cuore della palude in cui vennero definiti 5 bacini di colmata, si scavarono i due emissari di San Rocco e San Leopoldo, che col preesistente fosso del Bilogio  portavano a mare le acque chiarificate. Sotto la direzione tecnica di Alessandro Manetti fu realizzata un’imponente mole di lavoro che impegnò centinaia e centinaia di operai e terrazzieri e ingenti somme di denaro.


Museo Multimediale Casa Rossa Ximenes, Castiglione della Pescaia, GR, Italia
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Castiglioncello Bandini

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Come arrivare: percorso 1 - percorso 2


Castiglioncello Bandini oggi è un piccolo borgo, frazione del comune di Cinigiano, cresciuto intorno al castello che fu della famiglia, senese, di Sallustio Bandini. Ha per noi un valore ideale, tanto da costituire il luogo di partenza del nostro viaggio. Fu nelle stanze della dimora familiare che Sallustio compose l'opera che prefigura in alcuni fondamentali punti le riforme che dettero alla Maremma un nuovo assetto istituzionale e una spinta al progresso. A ispirare la direzione delle proposte contenute nel "Discorso sopra la Maremma di Siena", destinate ai Lorena, è una robusta cultura scientifica in materia di economia, ma insieme uno dei caratteri  della sua personalità - lo spiccato senso pratico. L'uno e l'altra esercitava nel suo ruolo di amministratore del cospicuo patrimonio familiare. Così l'esperienza, parte della quale quella delle terre intorno al Castello e al borgo, gli fornì conoscenza dello stato dell'ambiente, dei bisogni delle popolazioni, delle ragioni profonde delle pessime condizioni della Maremma. Zona collinare, esibisce oggi un paesaggio naturale suggestivo, caratterizzato da distese di macchia mediterranea e incolto, ben diverso da quello che doveva essere a metà Settecento, quando molti terreni erano ben coltivati. Nei dintorni di Castiglioncello, sono ancora visibili tracce di antiche coltivazioni di aree collinari: sistemazione di viti o ulivi a gradoni, gira poggio e cavalca poggio, oggi abbandonate. Il declino delle colture ha spopolato il borgo, lasciato l’interno del castello in stato di abbandono, con poche tracce dell’antico  splendore della dimora signorile. A pochi chilometri, la Casa Museo di Monticello Amiata dal 1989 mostra gli interni di una casa contadina, completa di stalla, di attrezzi usati per l’agricoltura nell’Ottocento, certo non dissimili da quelli che dovevano essere in uso all’epoca dell’Arcidiacono. Il viaggio sulle tracce di Sallustio è ricerca del luogo-simbolo dell’irradiarsi della moderna fiducia nelle risorse naturali della Maremma, oggi materia prima per la speranza di nuovi progressi.


Castiglioncello Bandini, Cinigiano, GR, Italia
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Ponte Tura - Steccaia

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Come arrivare


Alla Steccaia sul fiume Ombrone nei pressi di Istia venne edificata una struttura che dirigeva le acque di piena in un canale scavato in soli 160 giorni. Lo ricorda la lapide posta sul monumento a forma piramidale vicino a Ponte Tura, opera idraulica imponente e ancora visibile, realizzata nei primi decenni dell’Ottocento sull'argine destro dell'Ombrone. Complessi macchinari, un sistema di chiuse e cateratte lungo l’Ombrone dovevano dominare i flussi delle acque.


Steccaia, Grosseto, GR, Italia
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Alberese

villa granducale alberese


Come arrivare


Pochi luoghi conservano nel paesaggio segni ancora evidenti di mutamenti avvenuti nei tempi lunghissimi della storia quanto Alberese. Al nostro viaggio interessano tracce relativamente recenti, dall’epoca degli interventi di bonifica avviati da Pietro Leopoldo nella vasta area della fattoria Granducale. Le sue relazioni contengono anche in questo caso una preziose testimonianze, ma non fanno che confermare il racconto di campagne invase da acquitrini  e inabitabili, consegnato prima da altri, il funzionario granducale Stefano Bertolini o il medico naturalista Targioni Tozzetti. Lo speciale interesse lorenese per la fattoria dette un impulso forte alle opere utili al prosciugamento delle paludi. La lettura dei molti documenti che gli archivi conservano dà l’immagine di Alberese come di luogo simbolo delle resistenze della natura agli interventi umani. Un fosso essiccatore prosciugò una vasta area  “con prontezza tale che parve un prodigio” – così raccontava una memoria del 1838. Ma nel 1840, appena due anni dopo  – ancora una memoria, di pochi decenni posteriore, dichiara il padule di Alberese “di nuovo sommerso dalle acque”. Le opere di bonifica dovevano attendere nuovi mezzi tecnici, nuovi modelli, per rendere permanenti i risultati di pur volonterosi  interventi. Lo stato attuale di Alberese – area protetta divenuta un Parco naturale, l’abitato con edifici costruiti in occasione di successivi, importanti interventi di popolamento, le vaste colture di oliveti, fattorie e aziende agrarie efficienti,  la bella villa Granducale – è la risultante di una serie lunga e complessa di interventi.  Dunque ancora un valore simbolico di questo lembo di Maremma: la possibilità di mutare l’ambiente e renderlo adatto alla vita economica e sociale, mantenendo un accettabile equilibrio uomo-natura.


Alberese, GR, Italia
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Badiola al Fango
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Abbazia di San Pancrazio al Fango. Luogo scelto da Leopoldo II per la costruzione di un Palazzo su progetto di Alessandro Manetti, che non fu mai costruito per l'insalubrità del territorio.

Badiola al Fango, Castiglione della Pescaia, Grosseto, Italia
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Casa Museo di Monticello Amiata
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Come arrivare

Casa Museo di Monticello Amiata, Cinigiano, GR, Italia
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Casa d'Acquagiusta
 

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Come arrivare


Casa d'Acquagiusta, nota per decenni come fattoria La Badiola o Badiola Nuova.


La Badiola fu tenuta granducale. Deve il suo nome alla piccola collina, per alcuni la ciceroniana Isola Clodia, che nel Medioevo ospitò l'Abbazia di san Pancrazio al Fango, poi diruta, vera e propria penisola che dominava la palude. Ma offriva scarse rendite e Pietro Leopoldo la smembrò e cedette in parte all'ospedale di Grosseto. Leopoldo II l’avrebbe invece acquisita, incrementata con   nuovi terreni e trasformata in un modello per la moderna agricoltura. Un bel palazzo doveva sorgere accanto alle rovine dell'abbazia. Lo dimostrano disegni di mano di Alessandro Manetti, recentemente scoperti in un archivio fiorentino. A metà Ottocento sorse, su una collina poco distante, la Badiola Nuova, o Fattoria dell'Acquagiusta. La gestione della tenuta cambiò il paesaggi: dove erano macchie e distese erbose per i pascoli, furono impiantati vigneti puri e oliveti. Tuttora restano visibili le tracce di uno fra i tanti cambiamenti che dettero alla Maremma, per sua natura fertile, il volto di una terra che il lavoro umano poteva rendere molto produttiva.


L'Andana, Località Badiola, Castiglione della Pescaia, GR, Italia