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Il riconoscimento della raggiunta parità esiste per ora negli articoli della nuova Costituzione.
Questo è un buon punto di partenza per le donne italiane, ma non certo un punto di arrivo. Guai se considerassimo questo un punto di arrivo, un approdo

(Teresa Mattei)

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Maria Maddalena Rossi

Data di nascita e morte: 1906 Pavia - 1995

Anni al momento dell'elezione all'Assemblea Costituente: 40

Titolo di studio: laureata in chimica

Professione: Lavora in uno stabilimento chimico

Sposata al momento dell'elezione: sì con il chimico Antonio Semproni, antifascista

Eletta nel collegio di: Verona-Padova-Vicenza-Rovigo

Partito: PCI

Apprendistato politico: di famiglia benestante antifascista, si laurea in chimica e trova lavoro presso uno stabilimento di Milano. Assieme al marito Antonio Semproni si iscrive al PCI clandestino e milita nel Soccorso Rosso internazionale. Arrestata abergamo nel 1942 è confinata a Sant'Angelo in Vado fino alla caduta del regime. Costretta alla clandestinità, si rifugia in Svizzera, occupandosi del reperimento dei fondi per l'attività antifascista. Rientrata a Milano sul finire del 1944 fa parte della redazione clandestina de L'Unità e nella Commissione Stampa e Propaganda della Direzione Alta Italia del PCI

In Assemblea costituente:

Molto attiva sul fronte dei diritti delle donne; sostiene la tutela della famiglia, è favorevole al divorzio ma si schiera con chi pensa che sia materia da regolare con legge ordinaria; crede nell'uguaglianza civile e morale dei coniugi. Si occupa della questione dell'entrata delle donne nella magistratura

Assemblea - Disegno di legge:
Approvazione del Trattato di pace tra le potenze alleate ed associate e l’Italia firmato a Parigi il 10.02.1947 - Seduta XCIX, 21.04.1947

Assemblea - Discussione generale:
Titolo II: Rapporti etico sociali- Seduta XCIX, 21.04.1947

Assemblea - – Emendamenti
Titolo IV: La Magistratura (art.98) - Seduta CCCVI, 26.11.1947

Assemblea - Risposte scritte ad interrogazioni:
Posizione dei provveditori agli studi reggenti e dei presidi reggenti - Seduta XXX, 06.02.1947

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Successive legislature: rieletta Deputata nella I, II e III Legislatura, continuando sempre a battersi per i diritti delle donne. Nella prima legislatura repubblicana (1948-1953) si distingue per le sue battaglie a favore dei minori, chiedendo di snellire i procedimenti di adozione. Nel 1952 si occupa della mancata liquidazione di 60.000 pratiche di pensione e di indennizzo alle donne che furono vittime di stupri di guerra nel Lazio meridionale, le c.d. "Marocchinate"; nel suo intervento in Parlamento afferma: “La nostra interpellanza si riferisce dunque ad uno dei drammi più angosciosi, quello delle donne che subirono le violenze delle truppe marocchine della V armata, nel periodo tra l’aprile e il giugno del 1944, dopo la rottura del fronte del Garigliano, quando queste irruppero nella zona del cassinate. Non so se sia vero quello che si dice delle truppe marocchine, cioè che il contratto d’ingaggio di questi mercenari non escluda o addirittura lo consenta il diritto al saccheggio ed alla violenza. Risulta invece che, dopo gli avvenimenti dolorosi cui ci riferiamo, comandanti ed ufficiali di queste truppe tentarono di correre ai ripari con alcuni casi di punizioni e soprattutto concedendo alle prime vittime qualche soccorso. Comunque, sia stato o meno tollerato, se non concesso, il fatto è che il saccheggio fu compiuto e le violenze ebbero luogo”. Nel 1963 non si ricandida in Parlamento.

Altri incarichi: Presidente nazionale dell'UDI dal 1947 al 1956. Dal 1957 al 1967 è vicepresidente della Federazione Democratica Internazionale Femminile. Dal 1970 al 1975 è Sindaca di Porto Venere.

Bibliografia essenziale:

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M.M Rossi, La voce dell’umanità si levi contro pochi folli, Ed. Noi Donne, Firenze 1950.
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M.M Rossi, Le donne italiane per la salvezza dell’umanità, UDI, Roma 1954.
E. Camurani (a cura di), I rapporti a Mussolini sulla stampa clandestina (1943-1945), Forni, Bologna 1974.
AA.VV., La questione femminile in Italia dal ’900 ad oggi, Milano 1977.
S. Casmirri, L’unione Donne Italiane, FIAP, Roma 1978.
M. Alloisio, G. Beltrami, Volontarie della libertà, Mazzotta, Milano 1982.
M. Ceratto, Il chi è delle donne italiane 1945-1982, Mondadori, Milano 1982.
ANPPIA (a cura di), Contributo delle donne perseguitate politiche antifasciste e partigiane alla elaborazione e attuazione della Costituzione Italiana, Perugia 1987.
P. Secchia (a cura di), Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, vol. V, La Pietra, Milano 1987.
AA.VV., I milanesi alla Costituente, Provincia di Milano, Milano 1988.
AA.VV., Le donne nel Parlamento della Repubblica dalla Consulta alla VII Legislatura, Fondazione Cesira Fiori, s.l. 1989.
C. Dau Novelli, Le donne in Parlamento, in Il Parlamento Italiano 1861-1988, vol. XV, 1948-1949, De Gasperi e la scelta occidentale, la strategia del centrismo, Nuova CEI, Milano 1991.
M. Mafai (a cura di), Le donne italiane. Il chi è del ’900, Rizzoli, Milano 1993.
R. Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde, Baldini & Castoldi, Milano 1995.
M. Addis Saba, M. De Leo, F. Taricone, Alle origini della Repubblica. Donne e Costituente, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Roma 1996.
L. Pisano (a cura di), Donne del giornalismo italiano. Da Eleonora Fonseca Pimentel a Ilaria Alpi. Dizionario storico bio-bibliografico. Secoli XVIII-XX, Franco Angeli, Milano 2004.
G. Galeotti, Storia del voto alle donne in Italia, Biblink, Roma 2006.